Rigidità muscolare e articolare: perché peggiora in inverno e come combatterla

In breve

La rigidità muscolare e articolare peggiora in inverno a causa del freddo che provoca la contrazione dei muscoli e la vasocostrizione. Scopri le cause e i rimedi efficaci per mantenere elasticità e benessere anche con le basse temperature.

Rigidità muscolare e articolare: cos’è e come si manifesta?

In genere, con il termine rigidità si intende una condizione che limita e/o impedisce al corpo la libertà di movimento. La rigidità muscolare deriva dal mancato rilassamento del muscolo in seguito a contrazione. Il muscolo, restando contratto per un periodo più lungo rispetto al normale, genera una contrattura che, a differenza del rilassamento, non è in grado di supportare il tono muscolare per il movimento.

Ad oggi sono molte le persone che lamentano di avere tensione muscolare. La rigidità muscolare, infatti, è frequente sia nelle persone che praticano molto sport sia in quelle più sedentarie: in entrambi i casi, i muscoli si contraggono. Se durante il movimento o nelle posizioni statiche la postura non è corretta, le contrazioni dei muscoli possono diventare eccessive, tali da generare vere e proprie contratture fastidiose e, in alcuni casi, anche dolorose.

La rigidità articolare, invece, riguarda le articolazioni, un complesso di strutture che mantiene in contiguità due o più superfici ossee. Si manifesta attraverso una diminuzione dell’ampiezza del movimento; di conseguenza, per poter ampliare il movimento, il corpo potrebbe richiedere una maggiore forza.

A cosa è dovuta la rigidità muscolare e articolare in inverno

Con l’arrivo dell’inverno, è abbastanza comune avvertire una maggiore tensione muscolare e/o dolori articolari, soprattutto quando fa eccessivamente freddo. I muscoli diventano più rigidi in quanto le basse temperature aumentano la contrazione muscolare, che serve a generare calore al fine di stabilizzare la temperatura corporea. I muscoli induriti, impedendo il movimento, possono comprimere sui nervi causando la comparsa di dolori muscolari.

Oltre alla contrazione muscolare, il freddo può innescare anche altri meccanismi che possono essere cause della rigidità muscolare:

  • la vasocostrizione, ossia il restringimento dei vasi sanguigni. Questo fenomeno riduce l’afflusso di sangue, e quindi di ossigeno e nutrienti, ai muscoli e alle articolazioni, alterandone le funzionalità. Ne consegue una diminuzione della mobilità che si traduce in rigidità muscolare e articolare, accompagnata a volte da dolore;
  • la variazione della viscosità del liquido sinoviale, ossia il fluido che lubrifica le articolazioni. Tale variazione può alterare la funzionalità delle articolazioni limitando i movimenti;
  • la pressione sui nervi, esercitata dagli altri tessuti che li circondano tra cui articolazioni e muscoli. Questi tessuti si espandono a causa della diminuzione della pressione atmosferica associata alle basse temperature. I nervi compressi provocano dolori articolari che vanno ad ostacolare l’ampiezza del movimento;
  • l’adozione di uno stile di vita più sedentario da parte delle persone, tipico della stagione invernal, può indebolire i muscoli e diminuire l’elasticità delle articolazioni. Entrambe queste condizioni possono causare rigidità muscolare ed articolare.
Rigidità muscolare e articolare freddo inverno
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Quali sono le cause della rigidità articolare notturna?

Le cause della rigidità articolare notturna possono derivare da molteplici fattori quali, ad esempio:

  • tensione muscolare accumulata nel corso della giornata, causata in prevalenza dallo stress e/o da una postura scorretta anche durante le ore lavorative;
  • una posizione scorretta durante il sonno;
  • supporti, come materasso e cuscini, non adatti a far riposare bene il corpo;
  • la presenza di problematiche alle articolazioni, come l’artrosi, che si accentuano di notte a causa dell’immobilità del corpo
  • patologie infiammatorie come l’artrite reumatoide;
  • infiammazioni ai tessuti molli (tendiniti e borsiti) che si riacutizzano quando il corpo è fermo.



Durante la notte, quando si è in una posizione di risposo, la circolazione rallenta e questo fenomeno può peggiorare eventuali disturbi cronici già presenti, come la fibromialgia.

Ciò spiegherebbe il motivo per il quale la rigidità notturna può essere accompagnata anche da dolore che aumenta la difficoltà a trovare una posizione più comoda per dormire. Il dolore può rendere il sonno discontinuo e portare ad un riposo non ristoratore, aumentando così l’irrigidimento muscolare che si avverte al risveglio.

Rigidità muscolare e articolare: i sintomi più comuni da riconoscere

Nonostante la rigidità muscolare ed articolare abbia un’eziologia molto ampia e varia, i sintomi più comuni da riconoscere sono quasi sempre gli stessi:

  • difficoltà nell’eseguire movimenti fluidi;
  • dolori muscolari e/o articolari sia quando si è in movimento sia in fase statica. L’intensità del dolore dipende sia da quanto la contrattura è intensa ed estesa sulle fibre muscolari sia dalla presenza di infiammazioni ai muscoli o alle articolazioni;
  • presenza di arrossamento e/o gonfiore in caso di contratture ai muscoli scheletrici superficiali.



In alcuni casi più gravi, la rigidità può essere accompagnata da sintomi più forti che diventano dei veri e propri disturbi in grado di impattare negativamente sulla qualità di vita. Alcuni esempi di questi disturbi sono:

  • mal di testa;
  • vertigini;
  • nausea e/o vomito;
  • diarrea;
  • gonfiore addominale;
  • mancanza di appetito;
  • stato depressivo generale.



Quando la rigidità muscolare ed articolare determina una riduzione della qualità della vita impedendo di svolgere le proprie attività quotidiane, diventa indispensabile intervenire attraverso il consulto di un medico specialista, come il fisiatra o l’ortopedico, o di un professionista come il fisioterapista e il massofisioterapista.

Rigidità muscolare e articolare sintomi principali
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Le diverse forme di rigidità muscolare e articolare: da cause temporanee a croniche

Principali tipologie di rigidità muscolare

Le cause della rigidità muscolare possono derivare da problemi posturali, patologie, disagi psicologici. A seconda delle cause esistono diversi tipi di rigidità muscolare.

Rigidità muscolare posturale. Una scorretta postura, sia in posizione statica sia in movimento, rappresenta una delle cause più comuni e frequenti della rigidità muscolare. La poca elasticità delle fibre muscolari rende meno fluido il movimento.

La postura scorretta non deve essere sottovalutata in quanto, col passare del tempo, può trasformare la tensione muscolare in disturbi molto più fastidiosi e/o in problematiche più serie come l’artrosi e la degenerazione articolare, fino ad arrivare ad infiammazioni a livello dei nervi, il cui esempio più comune è il nervo sciatico infiammato.

Rigidità muscolare neurologica. Nella maggior parte dei casi è associata alla presenza di una patologia o un problema a livello del Sistema Nervoso Centrale (SNC) che rallenta e/o altera la conduzione motoria e il coinvolgimento dei muscoli. La causa principale è un segnale alterato che viene inviato ai nervi fino alle fibre muscolari. Ne consegue una difficoltà motoria che, se protratta a lungo, può portare ad un vero e proprio blocco del movimento.

Le patologie neurologiche che possono determinare rigidità muscolare con resistenza motoria sono varie, la più nota è il Morbo di Parkinson.

Rigidità muscolare di tipo ortopedico. La rigidità muscolare di tipo ortopedico è associata ad un evento traumatico in una parte del corpo. Il trauma innesca un meccanismo neurofisiologico di difesa attraverso il quale un’area corporea, che sta subendo o ha subito un problema, si immobilizza in risposta ad un possibile dolore.

L’immobilizzazione determina un aumento della contrazione muscolare, necessaria ad avvertire meno dolore, e successivamente al trauma, il muscolo resta contratto al fine di ridurre lo stress sulle articolazioni. Questi meccanismi attivano una serie di compensi posturali e strutturali che possono generare ulteriori contratture muscolari, associate anche a dolore, e/o altri disturbi in altre parti del corpo.

Principali tipologie di rigidità articolare

La rigidità articolare è molto spesso associata ad una perdita di elasticità delle articolazioni. Le articolazioni diventano meno elastiche e più rigide per molteplici fattori: avanzamento dell’età, uno stile di vita eccessivamente sedentario, ripetuti microtraumi o lesioni varie in seguito ad esempio ad un’eccessiva attività fisica, prolungata immobilizzazione dopo un infortunio o un intervento chirurgico.

La rigidità articolare è temporanea in casi non gravi, ma può diventare cronica quando associata a problematiche più serie come l’artrite, l’artrosi o altre patologie a livello muscoloscheletrico e/o neurologico. In alcuni casi anche l’assunzione di farmaci come gli antibiotici e i chemioterapici possono irrigidire le articolazioni.

Come togliere la rigidità muscolare e articolare: suggerimenti efficaci per l’inverno

Per togliere la rigidità muscolare, soprattutto in inverno, si possono adottare delle buone pratiche quotidiane che, se eseguite in modo costante, risultano abbastanza efficaci:

  • mobilità articolare appena svegli al mattino. Sono sufficienti dai 10 ai 20 minuti di esercizi specifici a mobilizzare tutte le aree del corpo;
  • stretching, ossia allungamento muscolare, dopo aver praticato sport. Gli esercizi di stretching dovrebbero essere specifici per la fascia muscolare che è stata maggiormente coinvolta nell’attività fisica. Anche l’intensità e la durata dello stretching dovrebbero essere direttamente correlate sia alla tipologia di pratica sportiva eseguita sia alla durata dell’attività;
  • bagni e/o docce con acqua calda al mattino e alla sera aiutano a sciogliere la tensione muscolare accumulata durante la notte e nel corso della giornata;
  • indossare un abbigliamento idoneo alle temperature più fredde della stagione invernale è importante per aiutare il corpo a stabilizzare la temperatura interna. In questo modo si può diminuire e/o evitare che sia il corpo stesso a dover generare calore interno attraverso la contrazione muscolare. Soprattutto per chi pratica sport all’aria aperta, è necessario scegliere indumenti tecnici realizzati con materiali traspiranti, come l’abbigliamento termico per sportivi, che oltre ad isolare dalla temperatura fredda dell’ambiente esterno, evitano al sudore di raffreddare ulteriormente il corpo.
Rigidità muscolare e articolare attività fisica
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Rimedi naturali e buone abitudini per mantenere articolazioni e muscoli elastici tutto l’anno

In generale la rigidità muscolare ed articolare causata da un problema posturale o di tipo psicologico può essere rimediata o addirittura prevenuta attraverso delle buone abitudini che andrebbero seguite quotidianamente ed in modo costante al fine di evitare eccessive contrazioni muscolari e mantenere elastiche le articolazioni.

  • Correggere la postura. Oltre alla ginnastica posturale, anche il pilates e lo yoga possono migliorare la postura. Se il lavoro quotidiano richiede di trascorrere molto tempo seduti alla scrivania e davanti al monitor di un pc, è importante regolare l’altezza di scrivania, computer e sedia in funzione della propria statura e cercare di assumere una seduta ergonomica in grado di mantenere il collo e la schiena in una posizione il più naturale possibile. Sarebbe importante fare delle pause di 5-10 minuti ogni 1-2 ore per eseguire esercizi di mobilità e stretching o semplicemente per alzarsi e camminare.
  • Rilassarsi. L’era tecnologica e digitale che stiamo vivendo ci spinge sempre di più ad essere attivi, veloci e “sul pezzo”, soprattutto nell’ambiente di lavoro. Questi aspetti provocano continui stati di ansia e stress emotivo che tendono a peggiorare la tensione e l’irrigidimento muscolare. In questo contesto bisognerebbe prendere del tempo da dedicare a sé stessi coltivando i propri hobby o praticando specifiche tecniche di meditazione o yoga ristorativo in grado di aiutare a sciogliere i muscoli irrigiditi e ad alleggerire la mente.
  • Muoversi ma con moderazione. L’attività fisica moderata come le camminate, le passeggiate in bicicletta, il jogging, la ginnastica in acqua e il pilates, possono aiutare sia a tonificare le fibre muscolari sia ad elasticizzare le articolazioni. Anche chi pratica sport più intensi e faticosi dovrebbe inserire nei propri piani di allenamento delle attività più blande al fine di ridurre la tensione muscolare e sciogliere le contratture.  

Rigidità muscolare e articolare: quando consultare uno specialista

Quando la rigidità muscolare ed articolare limitano le normali attività quotidiane e/o sono associate a dolore, diventa necessario consultare uno specialista come l’ortopedico o il fisiatra. Il medico specialista, dopo aver eseguito le proprie valutazioni cliniche, potrà definire un piano terapeutico specifico e mirato alla risoluzione della rigidità muscolare e/o articolare.

A seconda dei casi e della gravità, il piano terapeutico può richiedere l’intervento di diversi approcci, in modo singolo o anche in combinazione. Gli interventi possono essere di tipo:

  • farmacologico (farmaci antinfiammatori e/o antidolorifici);
  • nutraceutico, ossia mediante la somministrazione di integratori alimentari utili alla funzionalità articolare, in grado di contribuire alla normale formazione del collagene e alla normale funzione delle ossa e delle cartilagini. In genere tali integratori sono costituiti da Boswellia, Vitamina C, collagene di tipo II, Bromelina, MetilSulfonilMetano;
  • riabilitativo mediante trattamenti di fisioterapia o massofisioterapia.

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