Leucociti nelle urine o leucocituria: cause, valori e cosa fare in caso di infezione urinaria

In breve

Leucociti nelle urine: cosa sono e cosa indicano

I leucociti sono i globuli bianchi, ovvero i principali difensori del nostro sistema immunitario. La loro presenza concentrata nelle urine (condizione denominata leucocitaria) potrebbe essere un chiaro campanello d’allarme che indica che l’organismo sta rispondendo a uno stato infiammatorio o a un’aggressione esterna al sistema urinario. In condizioni normali, infatti, le urine non dovrebbero contenerne in quantità significativa.

In condizioni normali i globuli bianchi o sono assenti nelle urine o presenti in minima parte (una quantità inferiore a 6 per campo microscopico). Quando i valori superano la norma, generalmente la causa più comune è un’infezione urinaria, ma non è l’unica possibilità: anche calcoli, irritazioni, alcune patologie renali o contaminazione del campione possono alterare il risultato.

La presenza di leucociti non equivale automaticamente a infezione, ma è un segnale da interpretare nel contesto dei sintomi e degli altri esami. Per questo motivo, è opportuno leggere il risultato del referto analitico con il supporto del medico.

Leucociti nelle urine cosa indicano

Leucociti nelle urine valori: quali sono i valori normali

Innanzitutto, è importante sapere che gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all’altro. La rilevazione dei leucociti nelle urine può essere eseguita attraverso due diversi approcci: l’esame chimico-fisico e l’osservazione al microscopio.

  • l’esame chimico- fisico con striscia reattiva (dipstick), consiste nel rilevare l’attività dell’enzima esterasi leucocitaria, presente nei globuli bianchi. Un risultato positivo suggerisce la presenza di leucociti nelle urine.
  • l’osservazione al microscopio consiste nell’analizzare il sedimento urinario. Ogni laboratorio ha i suoi parametri di riferimento, ma solitamente si parla di valori normali quando se ne osservano pochissimi per campo visivo.

Quale valore indica un’infezione urinaria

Un singolo valore non basta da solo a diagnosticare un’infezione.

Bisogna sempre valutare se si presentano altri fattori associati:

  • Nitriti positivi: un indizio molto utile perché molte specie batteriche, tipiche delle cistiti trasformano i nitrati (normalmente presenti nell’organismo) in nitriti
  • Presenza di batteri
  • Sintomi urinari (bruciore, dolore)
  • Urinocoltura coerente con il quadro clinico.

Quando i leucociti nelle urine sono considerati alti

Si parla di leucociti alti quando il loro numero supera i limiti di normalità del laboratorio (generalmente tra gli 11.000 e i 12.000). Anche se ogni laboratorio usa i suoi valori di riferimento, questi sono generalmente riportati all’interno delle analisi come metro di paragone.

Come riconoscere i sintomi dei leucociti nelle urine

Quando si parla di leucociti nelle urine evidenziarne i sintomi non è sempre facile, perché a volte la leucocituria si scopre per caso durante un esame di controllo.

Quando però è legata a un’infezione urinaria i sintomi più comuni sono:

  • bruciore e/o dolore durante la minzione
  • urgenza frequente di urinare
  • bisogno di urinare spesso ma con poca urina
  • urine torbide o maleodoranti
  • dolore sovrapubico.


Se l’infezione risale verso i reni, possono comparire febbre, brividi, nausea e dolore al fianco o alla schiena.

Segno o sintomo Cosa può suggerire
Bruciore urinario Infiammazione o infezione delle vie urinarie
Minzione frequente Cistite o irritazione vescicale
Urine torbide o maleodoranti Presenza di batteri, cellule o muco
Dolore al basso ventre Cistite o infiammazione vescicale
Febbre e dolore al fianco Possibile pielonefrite
Sangue nelle urine Infiammazione importante o altra causa da valutare

Il sangue nelle urine, da solo, non spiega la presenza di leucociti alti, ma può comparire insieme ad altre alterazioni e va considerata attentamente, soprattutto se i sintomi sono intensi o persistenti.

Perché si alzano i leucociti nelle urine: cause principali

Le cause più frequenti dei leucociti alti nelle urine sono le infezioni delle vie urinarie, in particolare:

  • Cistite
  • uretrite
  • pielonefrite (nei casi più gravi)

In queste condizioni, il nostro corpo individua l’infezione nel tratto urinario e invia i globuli bianchi per combattere l’agente infettivo.

Infezioni delle vie urinarie (IVU)

Quando la causa è infettiva, insieme ai leucociti nelle urine, le analisi riportano anche valori positivi di nitriti e segnalano la presenza di batteri nelle urine. Generalmente si presentano anche sintomi come bruciore, urgenza e dolore durante la minzione. Spesso, svolgere un’urinocoltura può aiutare a identificare la causa responsabile e a scegliere la terapia più adatta al caso specifico. Nelle IVU i leucociti sono spesso accompagnati da nitriti positivi, batteri nelle urine e sintomi come bruciore, urgenza e dolore durante la minzione. L’urinocoltura aiuta a identificare il germe responsabile e a orientare la terapia più adatta.

Infiammazioni e altre condizioni urologiche

Non tutte le leucociturie sono dovute ad infezioni. Anche calcoli renali, irritazioni dell’apparato urinario, alcune nefropatie e infiammazioni non batteriche possono far aumentare i leucociti. In questi casi la presenza di globuli bianchi nelle urine segnala infiammazione, ma non per forza un’infezione in senso stretto.

Leucociti nelle urine senza batteri: possibili cause non infettive

Quando i referti analisi rilevano leucociti nelle urine ma assenza di batteri, si manifesta un quadro clinico non necessariamente infettivo, le cui cause possibili includono:

  • calcoli renali
  • infiammazione da irritazione
  • assunzione di alcuni farmaci
  • malattie renali interstiziali.

In questi casi, l’antibiotico non sarebbe d’aiuto. Infatti, prima di iniziare qualsiasi tipo di terapia o trattamento, è fondamentale capire se si è davanti a un’infezione oppure no.

Anche un campione raccolto male può falsare il risultato. Ecco perché il passaggio successivo, se il dato non torna con i sintomi, è spesso ripetere l’esame con raccolta corretta e valutazione clinica.

Approfondimento – quando non si tratta di infezione

I leucociti nelle urine non indicano sempre un’infezione urinaria. Possono aumentare anche in caso di infiammazione, irritazione delle vie urinarie, calcoli renali, alcune condizioni renali o campione contaminato. 

Per distinguere un’infezione da altre cause è utile osservare il quadro nel suo insieme: presenza di nitriti, batteri, sintomi urinari come bruciore o urgenza, ed eventuale urinocoltura. Quest’ultima aiuta a identificare il germe responsabile e a orientare la terapia, evitando trattamenti approssimativi o l’uso non necessario di antibiotici.

Quali esami fare per rilevare i leucociti nelle urine

Per rilevare i leucociti nelle urine, l’esame più comune è quello delle urine e successivamente l’urinocoltura per approfondire eventuali cause infettive.

Esame delle urine e urinocoltura

Il primo esame è di solito l’esame delle urine, che valuta la presenza di leucociti, nitriti, batteri e/o di sangue, il valore del pH e altre caratteristiche del campione analizzato. Se il quadro fa pensare a un’infezione, il medico richiede spesso anche l’urinocoltura, che identifica il batterio e aiuta a scegliere l’antibiotico specifico, se necessario. Questo è particolarmente utile quando i sintomi sono importanti, ricorrenti o atipici.

L’esame delle urine è un filtro iniziale, mentre l’urinocoltura è il test che chiarisce meglio la presenza di un’infezione batterica. In presenza di leucociti, nitriti o sintomi suggestivi, la cultura delle urine diventa spesso il passaggio chiave per evitare terapie approssimative.

Come evitare la contaminazione del campione

Per ridurre il rischio di falsi positivi è importante raccogliere l’urina con la tecnica del clean-catch, cioè dopo un’accurata detersione dell’area uro-genitale e raccogliendo il mitto intermedio, cioè si raccomanda di scartare il primo getto di urina e raccogliere direttamente nel contenitore sterile solo la parte centrale del flusso, per poi terminare la minzione nel WC. Il metodo serve a evitare che germi della pelle o della zona genitale finiscano nel campione. Se il campione è contaminato, il laboratorio può rilevare leucociti o batteri che non riflettono davvero un’infezione urinaria.

Leucociti alti in gravidanza: cosa sapere

In gravidanza è molto importante sottoporsi a controlli delle vie urinarie, dal momento che le UTI possono essere anche silenziose, rischiando di creare problemi durante il periodo di gestazione.

L’ACOG (l’organizzazione americana che riunisce gli specialisti in ginecologia e ostetricia) sottolinea l’importanza di monitorare la presenza di batteri nelle urine, con o senza sintomi: il quadro clinico può variare da un’infezione poco aggressiva a cistiti o pielonefriti (infezioni batteriche che risalgono fino ai reni), che possono richiedere l’intervento di uno specialista.

In gravidanza, infatti, la diagnosi tempestiva riduce il rischio di complicanze, quali:

  • Complicanze ostetriche: Aumenta il rischio di parto pretermine (nascita prima della trentasettesima settimana) e di basso peso alla nascita del neonato.
  • Complicanze materne: Se l’infezione sale fino ai reni (pielonefrite), la situazione può diventare seria e portare a sintomi sistemici gravi come febbre alta, vomito e, nei casi più severi, sepsi (un’infezione generalizzata dell’organismo che richiede ricovero ospedaliero).
  • Rischio ipertensivo: Esistono studi che collegano le infezioni urinarie superiori non curate a un maggior rischio di sviluppare un aumento della pressione sanguigna durante la gestazione.

Per questo motivo, la sorveglianza attraverso esami come l’urinocoltura è considerata un passaggio fondamentale durante il periodo di gravidanza. In caso di leucociti alti, il medico ha la possibilità di approfondire e caprie come procedere, scegliendo la terapia o il trattamento più adatto.

Leucociti nelle urine alti in gravidanza

Come ridurre i leucociti nelle urine? Trattamenti medici e buone abitudini

Per ridurre i leucociti nelle urine è fondamentale intervenire sulla causa che ha determinato l’infiammazione o l’infezione del tratto urinario.

In caso di infezione batterica: il medico può valutare la terapia più adatta sulla base dei sintomi, dell’esame delle urine e dell’urinocoltura e valutare se è il caso o meno di prescrivere l’assunzione di antibiotici, coadiuvata generalmente dall’utilizzo di integratori che ne possono aumentare l’efficacia

In presenza di calcoli, irritazioni o altre condizioni urologiche, invece, il trattamento cambia completamente. Per questo motivo è importante evitare il “fai da te”, soprattutto con gli antibiotici.

Accanto ai trattamenti medici, alcune buone abitudini quotidiane possono aiutare il benessere delle vie urinarie:

  • bere acqua a sufficienza
  • non trattenere troppo a lungo la pipì
  • curare l’igiene intima attentamente
  • Evitare l’utilizzo di detergenti aggressivi, preferendo quelli a pH neutro.

Anche il supporto nutrizionale può contribuire a mantenere l’equilibrio del tratto urinario attraverso l’assunzione di integratori alimentari pensati per la funzionalità delle vie urinarie e per la prevenzione e il trattamento di disturbi come le cistiti. Esistono infatti alcuni principi attivi che sono estremamente d’aiuto contro le infezioni del tratto urinario, note come UTI:

  • D-Mannosio, uno zucchero semplice che può ostacolare l’adesione di alcuni batteri alle pareti delle vie urinarie;
  • Estratto di Ibisco, una pianta tradizionalmente utilizzata per favorire il drenaggio dei liquidi corporei e la funzionalità delle vie urinarie;
  • PEA (Palmitoiletanolamide), una sostanza naturalmente presente nel nostro organismo e coinvolta nella modulazione della risposta infiammatoria;
  • N-acetilcisteina (NAC), nota per la sua capacità di interferire con il biofilm batterico, una struttura protettiva che può rendere i batteri più resistenti e difficili da debellare. La NAC aiuta a renderli più esposti e a facilitare dunque l’azione degli antibiotici, addetti alla loro eliminazione.

Questi approcci non sostituiscono la valutazione medica, ma possono rappresentare un supporto utile all’interno di una strategia più ampia di prevenzione e gestione delle infezioni urinarie, in particolare quelle ricorrenti.

In breve – da cosa dipende il trattamento

Per ridurre i leucociti nelle urine è importante intervenire sulla causa che ha provocato l’infiammazione o l’infezione. Se l’origine è batterica, il medico può valutare la terapia più adatta sulla base dei sintomi, dell’esame delle urine e dell’urinocoltura

In presenza di calcoli, irritazioni o altre condizioni urologiche, invece, il trattamento cambia. Per questo è meglio evitare il fai da te, soprattutto con gli antibiotici, e associare buone abitudini quotidiane come bere acqua a sufficienza, non trattenere troppo a lungo la pipì e curare l’igiene intima con detergenti delicati.

Quando rivolgersi all’urologo per i leucociti alti?

Una valutazione urologica è utile quando i leucociti restano alti in modo ripetuto e:

  • i sintomi urinari ricompaiono spesso
  • compare febbre, dolore al fianco, sangue nelle urine
  • l’esame risulta alterato senza una causa chiara.

Anche negli uomini, nelle donne in gravidanza e nelle persone con calcoli o infezioni ricorrenti, il parere specialistico aiuta a capire se il problema riguarda vescica, reni, uretra o un’altra struttura del sistema urinario.

In sintesi, i leucociti nelle urine non sono una diagnosi, ma un segnale. L’urologo serve proprio a dare un nome preciso a quel segnale, così da evitare terapie improvvisate e scegliere il percorso più giusto, con meno tentativi a vuoto e più precisione clinica.

FAQ

È possibile avere leucociti nelle urine senza sintomi?

Sì. La leucocituria può essere scoperta per caso in un esame di routine, soprattutto se si tratta di un quadro lieve o di una batteriuria asintomatica. In questi casi può comunque essere utile una valutazione medica per capire come procedere e se approfondire con eventuali esami più accurati.

Bisogna correlare il risultato con presenza di sintomi, nitriti, batteri ed eventualmente urinocoltura. Se il quadro suggerisce un’infezione, il medico può impostare la terapia; se no, può essere utile ripetere il campione con raccolta corretta. In ogni caso è sempre consigliabile bere tanta acqua per ripulire la vescica ed evitare il ristagno dei batteri e aiutare il proprio corpo attraverso l’assunzione di integratori alimentari formulati per il benessere delle vie urinarie, che aiutano a prevenire eventuali disturbi urinari.

Non esiste un unico numero uguale per tutti i laboratori. In generale un valore considerato alto è quello che supera gli 11.000-12.000 globuli bianchi. Sintomi o nitriti positivi meritano attenzione. Il significato clinico dipende sempre dal contesto e dal laboratorio: nei referti è sempre riportato il valore di riferimento da considerare per una valutazione preliminare.

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Leucociti nelle urine o leucocituria: cause, valori e cosa fare in caso di infezione urinaria

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