Contrattura muscolare: perché fa così male e come scioglierla davvero

In breve

Cos’è la contrattura muscolare e perché il muscolo si irrigidisce?

La contrattura muscolare è una condizione in cui il muscolo diventa più rigido e meno elastico del normale, limitando il movimento dell’articolazione coinvolta. Il muscolo si irrigidisce perché perde parte della sua normale elasticità e rimane in uno stato di tensione muscolare o rigidità persistente.

Questa alterazione può limitare i movimenti, causare indolenzimento muscolare e/o dolore muscolare fino a ridurre la forza del muscolo interessato, rendendo difficili alcuni gesti quotidiani. Se trascurata, una contrattura al muscolo può influire sulla funzionalità dell’articolazione e favorire la comparsa di debolezza e perdita di massa muscolare (atrofia).

L’irrigidimento muscolare è dovuto ad un’alterazione dei normali meccanismi di rilassamento delle fibre muscolari, associata molto spesso a problemi metabolici o neuromuscolari che riducono la disponibilità di energia necessaria al normale movimento del muscolo.

Tensione muscolare o contrattura? I sintomi per riconoscerla

Nonostante nel linguaggio comune siano spesso confusi, la tensione muscolare e la contrattura al muscolo indicano due condizioni diverse per intensità, durata e impatto funzionale.

La tensione muscolare è un aumento del tono o della rigidità del muscolo, spesso transitorio e reversibile. La tensione muscolare può essere causata da stress, posture scorrette, sovraccarico fisico, affaticamento o mantenimento prolungato di una posizione; si caratterizza per:

  • sensazione di muscolo “duro” o “tirato”;
  • fastidio lieve o moderato;
  • movimento limitato, ma non compromesso;
  • assenza di alterazioni strutturali significative;

 

La tensione muscolare tende a migliorare con il riposo, la ginnastica posturale, lo stretching o le tecniche di rilassamento.

La contrattura muscolare, invece, è una condizione di persistente contrazione o irrigidimento muscolare che ne limita la sua normale funzione. In ambito clinico può riferirsi sia alla comune “contrattura” dolorosa da sovraccarico sia, in senso più rigoroso, a un accorciamento persistente del muscolo con limitazione della mobilità articolare.

I sintomi per riconoscere una contrattura muscolare sono:

  • dolore intenso e localizzato;
  • presenza di un’area muscolare particolarmente rigida e dolente;
  • riduzione dell’elasticità muscolare;
  • limitazione del movimento;
  • possibile perdita temporanea di forza e funzionalità.

 

È bene precisare che a differenza della tensione muscolare, generalmente considerata un sintomo o uno stato temporaneo e reversibile di aumentato irrigidimento muscolare, la contrattura muscolare è una condizione clinica caratterizzata da un aumento persistente della rigidità muscolare e da una riduzione della normale mobilità del muscolo o dell’articolazione coinvolta.

 

Quando il dolore muscolare richiede attenzione medica

Come scritto in precedenza, una contrattura muscolare può essere accompagnata da indolenzimento muscolare e/o dolore muscolare. Quando questi due sintomi, e in particolare il dolore, diventano più intensi, localizzati in una specifica zona e si protraggono per molto tempo, diventa necessario consultare un medico specialista (come l’ortopedico, il fisiatra, il medico dello sport, il terapista del dolore) in grado di eseguire una diagnosi accurata per individuare sia la causa responsabile del dolore muscolare sia un piano terapeutico efficace, limitando possibili ulteriori danni al muscolo coinvolto dal dolore.

Contrattura muscolare: quando andare dal medico

Le cause più comuni: sport, stress, postura e spasmo muscolare

La contrattura muscolare è una condizione molto comune che può interessare persone di qualsiasi età e sesso, anche se alcune categorie (sportivi, lavoratori che svolgono movimenti ripetitivi, persone sedentarie) possono esserne più soggette. Le cause più comuni e riconosciute sono riportate di seguito.

  • Immobilizzazione prolungata. Quando un muscolo viene utilizzato poco per settimane o mesi (ad esempio dopo una frattura, un intervento chirurgico o un lungo periodo di allettamento), può andare incontro a: accorciamento delle fibre muscolari, aumento del tessuto connettivo e della fibrosi, perdita di elasticità. Queste alterazioni possono favorire la comparsa di contratture e riduzione della mobilità articolare.
  • Patologie neurologiche (ad esempio: paralisi cerebrale, ictus, sclerosi multipla, lesione del midollo spinale) possono alterare il controllo neuromuscolare e aumentare il tono muscolare, favorendo nel tempo lo sviluppo di contratture.
  • Malattie neuromuscolari e genetiche, tra cui distrofia muscolare di Duchenne, miopatie congenite, possono provocare un progressivo accorciamento muscolare e la perdita della normale estensibilità.
  • Alterazioni metaboliche ed elettrolitiche. Alcune condizioni metaboliche, come squilibri degli elettroliti (ad esempio alterazioni dei livelli di calcio, magnesio o potassio), disidratazione o deficit energetici, possono compromettere la normale funzione muscolare. Queste condizioni possono favorire l’insorgenza di crampi, rigidità e aumentata tensione muscolare, aumentando il rischio di contratture.
  • Fibrosi e processi infiammatori. Danni muscolari ripetuti, infiammazione cronica o cicatrizzazione possono aumentare la quantità di tessuto fibroso nel muscolo, rendendolo meno elastico e più predisposto alla contrattura.


Altre cause comuni ma abbastanza frequenti possono essere lo sforzo eccessivo, l’affaticamento muscolare, le posture scorrette, i movimenti ripetitivi e l’esposizione al freddo.

Quest’ultime cause sono molto spesso associate allo stile di vita della persona che può essere caratterizzato da eccessivo sport e/o stress psicofisico.

Le zone più colpite dal blocco muscolare

Le zone più frequentemente colpite dal blocco muscolare sono in genere quelle sottoposte a maggior carico posturale, stress meccanico o movimenti ripetitivi. Nonostante i sintomi di una contrattura muscolare siano più o meno gli stessi (dolore muscolare localizzato, indolenzimento muscolare, aumento del tono muscolare, presenza di una banda muscolare tesa e palpabile, limitazione del movimento, dolore evocato dall’allungamento o dalla contrazione del muscolo coinvolto, assenza dei segni tipici di lesioni più gravi come ad esempio strappi muscolari, ernie e fratture, ecc.), ciascuna zona colpita dal blocco muscolare può essere caratterizzata da sintomi tipici, come riportato nella seguente tabella riassuntiva.

Zona Causa frequente Sintomo tipico
Cervicale (collo e nuca) Posture prolungate al computer, utilizzo dello smartphone, stress emotivo e movimenti bruschi del collo.
  • Dolore al collo localizzato o monolaterale;
  • rigidità cervicale;
  • difficoltà a ruotare o inclinare la testa;
  • sensazione di “collo bloccato”;
  • dolore alla palpazione dei muscoli contratti;
  • possibile irradiazione verso spalla e nuca.
Scapolo-trapezoidea (spalle e parte alta della schiena) Stress psicofisico e posture statiche prolungate.
  • Dolore tra collo e spalla;
  • sensazione di peso o tensione costante;
  • peggioramento dopo lavoro al computer o posture prolungate;
  • dolore durante il sollevamento della spalla.
Lombare (parte bassa della schiena) Sollevamento di carichi, lavoro sedentario, posture scorrette e sovraccarico sportivo.
  • Dolore lombare localizzato;
  • sensazione di schiena “bloccata”;
  • peggioramento nei cambi di posizione;
  • difficoltà a piegarsi in avanti o a raddrizzarsi.
Dorsale (tra le scapole) Postura con spalle anteposte.
  • Dolore interscapolare;
  • sensazione di tensione profonda;
  • peggioramento mantenendo la stessa postura per lungo tempo;
  • fastidio durante i movimenti delle spalle.
Arti inferiori (molto comune negli sportivi) Sovraccarico, affaticamento e allenamento intenso. A seconda del muscolo coinvolto:
  • Polpaccio: dolore localizzato durante la camminata o la corsa, tensione persistente e dolore all’allungamento del polpaccio.
  • Parte posteriore della coscia: dolore, tensione durante la corsa o la flessione dell’anca, ridotta flessibilità.
  • Quadricipite: dolore anteriore della coscia, sensazione di gamba rigida, difficoltà a salire le scale o correre.
  • Adduttori: dolore inguinale o interno coscia, fastidio durante cambi di direzione e movimenti laterali.

Quanto tempo ci vuole per far passare una contrattura muscolare?

Il tempo per far passare una contrattura muscolare dipende sia da quanto la contrattura al muscolo è evoluta sia dalla causa. Infatti, le contratture presenti nei disturbi neurologici sono molto diverse rispetto alle contratture muscolari da affaticamento, di conseguenza anche il tempo necessario alla loro risoluzione sarà differente.

Le contratture che hanno origine da un danno al sistema nervoso centrale (ictus, paralisi cerebrale, ecc.) evolvono da un meccanismo iniziale di ipertono ad un successivo accorciamento reale del muscolo con possibili modifiche strutturali (fibrosi). Questo tipo di contratture spesso non sono dolorose, ma invalidanti in quanto si caratterizzano per rigidità persistente con limitazione del movimento. Di conseguenza, i tempi di recupero sono abbastanza lenti e il ritorno ad uno stato fisiologico del muscolo non è sempre reversibile; si può puntare a migliorare, contenere e prevenire un peggioramento dello stato di irrigidimento muscolare.

La contrattura muscolare da affaticamento, che può essere causata da sovraccarico muscolare, postura scorretta e/o sforzo intenso, si manifesta con un aumento temporaneo del tono, ma il muscolo è ancora normale strutturalmente. Si caratterizza per dolore localizzato, sensazione di rigidità, movimento limitato ma recuperabile. Pertanto, i tempi di recupero possono andare da pochi giorni a 1-2 settimane con una guarigione completa.

In breve – I tempi di recupero della contrattura muscolare

Quando dipende da affaticamento, sovraccarico o postura scorretta, la contrattura muscolare può risolversi in pochi giorni o entro una o due settimane. Le forme associate a disturbi neurologici, invece, tendono a essere più persistenti e richiedono un percorso più lungo.

Chi scioglie le contratture?

Le contratture muscolari vengono trattate principalmente da diversi professionisti, a seconda della causa e della gravità. Ecco i principali:

  • Fisioterapista. È la figura più indicata: utilizza massoterapia, stretching, esercizi mirati, tecar o altre terapie fisiche per rilassare il muscolo e prevenire recidive.
  • Massoterapista / massaggiatore qualificato. Lavora soprattutto con tecniche manuali (massaggi decontratturanti) per sciogliere la tensione muscolare.
  • Osteopata. Interviene con manipolazioni e tecniche manuali per migliorare mobilità e ridurre le tensioni.
  • Medico (medico di base o fisiatra). Serve quando la contrattura è molto dolorosa o persistente: può prescrivere farmaci (miorilassanti, antinfiammatori) o indirizzare una terapia specialistica.
Chi scioglie la contrattura muscolare?

Come si cura una contrattura muscolare?

Una contrattura muscolare può essere curata attraverso dei trattamenti conservativi che mirano a:

  • prevenire l’accorciamento muscolare
  • migliorare l’escursione articolare (ROM)
  • ridurre dolore e disabilità.


Lo stretching non è altro che l’allungamento passivo o attivo dei muscoli accorciati; può avvenire manualmente o tramite specifici dispositivi. Lo stretching è sicuramente il trattamento più studiato. Ha un effetto limitato e modesto sul miglioramento a lungo termine del ROM. L’efficacia dello stretching sulla contrattura muscolare dipende sia dalla durata sia dalla frequenza. Maggiori sono il tempo dell’allungamento muscolare e la frequenza, ad esempio “fare stretching tutti i giorni”, maggiore sarà anche l’efficacia. Lo stretching è un trattamento abbastanza utile ma spesso da solo non è sufficientemente risolutivo.

Il posizionamento e l’ortesi (splint, tutori), usati soprattutto di notte o per molte ore, mantengono il muscolo in posizione allungata. Possono essere statici o dinamici. L’efficacia dei risultati è abbastanza variabile ed è maggiore quando sono usati per periodi prolungati e/o combinati con altre terapie. Tuttavia, il posizionamento e l’ortesi mostrano dei limiti legati alla scarsa compliance del paziente dovuta alla rigidità dei dispostivi che può creare disagi.

La fisioterapia e le tecniche manuali sono utili per mantenere il movimento. Questi trattamenti hanno dimostrato migliorare temporaneamente il ROM senza modificare significativamente la struttura muscolare nel lungo periodo.

La stimolazione elettrica (ES) stimola i muscoli antagonisti o indeboliti e viene usata per migliorare il controllo motorio. Può contribuire a ridurre l’ipertono e migliorare la mobilità. Tuttavia, le evidenze sull’efficacia sono ancora moderate e non definitive.

Terapie attive come gli esercizi funzionali possono migliorare la funzione motoria e l’uso dei muscoli. Anche se l’effetto diretto sulle contratture non è chiaro, possono essere utili nella prevenzione. 

L’assunzione di farmaci (antinfiammatori e/o miorilassanti) e di integratori alimentari deve essere sempre eseguita sotto controllo e consiglio di un medico specialista, soprattutto se i sintomi persistono. Gli antinfiammatori in genere vengono scelti in caso di dolore muscolare e/o articolare, mentre i miorilassanti sono utilizzati proprio per ridurre la contrazione e la rigidità dei muscoli. Tra gli integratori alimentari, possono rivelarsi utili, per contrastare gli stati di tensione localizzati, quelli a base di magnesio e boswellia.

È importante precisare che nessun trattamento singolo è altamente efficace; pertanto, la strategia migliore è la combinazione di più e diversi trattamenti specifici per il tipo di contrattura e personalizzati sul singolo paziente.

Approfondimento – Perché combinare più trattamenti

Per una contrattura muscolare non esiste una soluzione valida in ogni situazione. Stretching, fisioterapia, tecniche manuali ed esercizi possono essere integrati in base alla causa e alla limitazione del movimento, con l’obiettivo di ridurre rigidità e dolore e recuperare la mobilità.

Cosa NON fare in caso di contrattura muscolare?

  • Per chi pratica sport: NON continuare ad allenarsi come se niente fosse, in quanto c’è il rischio di trasformare la contrattura in stiramento o strappo. Quindi evitare tutti quegli sport fortemente impattanti per la muscolatura come la corsa, il sollevamento pesi, esercizi proprio sul muscolo contratto.
  • NON praticare stretching forzato o troppo intenso in quanto potrebbe peggiorare la tensione di un muscolo già teso.
  • Attenzione anche ai massaggi fai-da-te troppo energici che possono aumentare l’infiammazione invece di ridurla. NON “schiacciare” forte il punto doloroso e NON usare pistole massaggianti in modo aggressivo.
  • NON applicare ghiaccio a caso, in quanto il freddo è utile subito dopo uno strappo o un trauma, ma non per le contratture muscolari.
  • NON ignorare il dolore, in quanto rappresenta un segnale ed ignorarlo può prolungare i tempi di recupero.
  • NON restare completamente immobile troppo a lungo, in quanto l’immobilità totale irrigidisce ancora di più. Meglio movimento leggero come una camminata o gli esercizi di mobilità.
  • NON adottare posture sbagliate prolungate come lo stare tante ore seduto storto o dormire in una posizione che stressa il muscolo
  • NON tornare troppo presto a praticare sport anche sesembra passato” in quanto il muscolo può essere ancora vulnerabile.

 

Come velocizzare la guarigione della contrattura e prevenire l’irrigidimento muscolare

La scelta dei trattamenti conservativi rappresenta senza dubbio il modo migliore per velocizzare la guarigione di una contrattura muscolare e prevenire l’irrigidimento muscolare.  Come scritto precedentemente, l’approccio multimodale, ossia la combinazione di più trattamenti conservativi può rappresentare la soluzione più efficace. È inoltre fondamentale anche la prevenzione precoce, che può essere supportata quotidianamente attraverso delle semplici abitudini quali il calore, ad esempio attraverso l’applicazione di una borsa dell’acqua calda sulla zona muscolare interessata, il riposo, che significa evitare sforzi intensi, e l’automassaggio.

Resta inteso che diventa necessario rivolgersi ad un professionista se alla contrattura muscolare è associato un dolore che dura per molti giorni, è molto intenso e/o limita i movimenti, è ricorrente nella stessa zona.

 

Cosa succede se non curo una contrattura?

Le contratture muscolari non sempre passano subito da sole, soprattutto se si continua ad usare il muscolo senza riposare e non si corregge la causa della contrattura (postura, sovraccarico, stress). Se trascurate, possono:

  • mantenere il muscolo rigido e dolente più a lungo
  • favorire infiammazione locale (non sempre grave, ma fastidiosa)
  • limitare temporaneamente il movimento.

FAQ

Quanto bisogna stare fermi con una contrattura?

Restare completamente fermi troppo a lungo non è la soluzione migliore, in quanto l’immobilità totale irrigidisce ancora di più. Meglio movimento leggero come una camminata o gli esercizi di mobilità. Può essere utile ridurre le attività che coinvolgono il muscolo contratto ed evitare sforzi, sport e movimenti dolorosi.

In realtà non esiste un unico migliore decontratturante naturale, ma esistono diverse soluzioni naturali che possono essere combinate insieme per risolvere una contrattura muscolare: il calore, l’assunzione di integratori alimentari a base di magnesio e boswellia, l’impiego durante i messaggi di oli essenziali come la lavanda e il rosmarino, l’idratazione.

I dolori muscolari non sono causati da carenze vitaminiche, Tuttavia ci sono delle vitamine che possono aiutare come la vitamina D ed alcune vitamine del gruppo B, in particolare la vitamina B1, B6, B12.

Riferimenti bibliografici

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Contrattura muscolare: perché fa così male e come scioglierla davvero

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