Artrosi cervicale o cervicoartrosi: cos’è, quali sono i sintomi più comuni e come gestirla nella vita quotidiana?

In breve

Cos’è l’artrosi cervicale e perché interessa il tratto del collo

L’artrosi cervicale, detta anche cervicoartrosi o spondilosi cervicale, è una patologia degenerativa molto comune che interessa la colonna vertebrale nella zona del collo. Questo specifico tipo di artrosi colpisce i dischi intervertebrali, le articolazioni tra le vertebre, i legamenti e le superfici ossee, causando un progressivo deterioramento delle strutture cervicali.

Il segmento cervicale è particolarmente vulnerabile perché sostiene la testa, permette i movimenti quotidiani di flessione, rotazione e inclinazione e protegge nervi e vasi sanguigni che collegano cervello e midollo spinale. Ogni giorno è sottoposto a continue sollecitazioni meccaniche. Con l’età, i dischi perdono elasticità e capacità di ammortizzare i carichi, favorendo microinstabilità e la formazione di escrescenze ossee chiamate osteofiti.

La cervicoartrosi può essere asintomatica per anni, oppure causare dolore, rigidità e problemi neurologici. La progressione è lenta, ma può influire notevolmente sulla qualità della vita, di conseguenza è importante conoscere e gestire correttamente la patologia.

Perché compare l’artrosi cervicale: cause e fattori di rischio più comuni

Si può ricondurre l’artrosi cervicale a cause di diversa natura; nella maggior parte dei casi si tratta di processi degenerativi legati all’invecchiamento dei tessuti spinali. La progressiva perdita di contenuto idrico e di elasticità dei dischi intervertebrali rappresenta il principale meccanismo patogenetico iniziale.

La ridotta capacità di ammortizzazione discale determina un aumento delle sollecitazioni meccaniche sulle articolazioni cervicali, favorendo l’usura cartilaginea e la formazione di osteofiti. Questo processo conduce gradualmente allo sviluppo dell’artrosi cervicale.

Queste alterazioni dei dischi intervertebrali, colpisce indicativamente il 25% degli individui di età inferiore ai 40 anni, nel 50% di quelli di età superiore ai 40 anni e fino all’85% di quelli di età superiore ai 60 anni. I livelli più frequentemente interessati sono C6-C7, seguiti da C5-C6.

Infatti, tra i principali fattori di rischio sono inclusi l’età avanzata, le posture scorrette prolungate, le attività lavorative caratterizzate da movimenti ripetitivi del collo e il sovraccarico funzionale. Anche l’uso prolungato di dispositivi elettronici in flessione cervicale sembrerebbe essere associato a un aumento dello stress biomeccanico.

Inoltre, alcuni eventi traumatici pregressi, come il colpo di frusta, possono accelerare i processi degenerativi. Ulteriori fattori associati alla comparsa dell’artrosi cervicale comprendono poi: predisposizione genetica, fumo, sedentarietà e obesità.

Nel complesso, l’artrosi cervicale è il risultato di un’interazione complessa tra fattori tipo meccanico, biologici e ambientali, che agiscono in modo cumulativo nel tempo portando progressivamente alla degradazione dei tessuti.

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Quali sono i sintomi dell’artrosi cervicale e come possono manifestarsi?

Nell’artrosi cervicale, i sintomi variano in relazione al grado di degenerazione e all’eventuale coinvolgimento delle strutture nervose. In molti soggetti, la spondilosi cervicale può rimanere asintomatica per lunghi periodi.

Il quadro clinico può quindi variare da forme lievi a manifestazioni più complesse con coinvolgimento neurologico, pertanto, richiede un’attenta valutazione.

Sintomi muscolari della cervicoartrosi

I sintomi muscolari sono i più frequenti nei pazienti con cervicoartrosi e comprendono contrattura persistente dei muscoli cervicali e paravertebrali, rigidità e ridotta escursione articolare. Queste manifestazioni sono correlate a meccanismi di compenso posturale e alla risposta protettiva dell’organismo nei confronti dell’instabilità articolare. La tensione muscolare cronica può estendersi alla regione scapolare e dorsale superiore, favorendo la comparsa di cefalea muscolo-tensiva.

Sintomi neurologici dell’artrosi cervicale

I sintomi neurologici derivano principalmente dalla compressione:

  • delle radici nervose: radicolopatia, che si manifesta con dolore irradiato, parestesie, riduzione della sensibilità e deficit di forza negli arti superiori;
  • del midollo spinale: mielopatia, che, pur essendo più rara, si manifesta con dolore irradiato, parestesie, riduzione della sensibilità e deficit di forza negli arti superiori.

La presenza di segni neurologici suggerisce la necessità di una valutazione diagnostica specialistica.

Sintomi occhi

Artrosi cervicale e occhi, sembrano avere un legame considerando i disturbi visivi, come offuscamento e affaticamento della vista,  spesso lamentati dai pazienti. Tuttavia, tali sintomi sono classificati come atipici e, potendo dipendere da molteplici altri fattori, richiedono un’attenta valutazione per escludere patologie primarie.

Sintomi vertigini

Nell’artrosi cervicale, le vertigini sono descritte in letteratura come possibili manifestazioni associate alla degenerazione cervicale, ma il loro meccanismo rimane controverso. Infatti, la diagnosi di vertigine di origine cervicale richiede l’esclusione sistematica di cause vestibolari e neurologiche centrali.

Sintomi nausea

Nel caso di artrosi cervicale, la nausea è generalmente riportata in associazione a vertigini e cefalea. Tuttavia, trattandosi di un disturbo poco specifico, si ritiene che possa essere legata a meccanismi neurovegetativi, attivati indirettamente dalle alterazioni cervicali.

Rimedi e gestione quotidiana dell’artrosi cervicale per convivere con i sintomi

Per coloro che soffrono di artrosi cervicale, i rimedi si basano principalmente su strategie conservative finalizzate al controllo del dolore, al mantenimento della mobilità e alla prevenzione della progressione funzionale. Le linee guida cliniche indicano la fisioterapia come intervento di prima linea, con esercizi mirati al rinforzo muscolare, al miglioramento della postura e alla mobilizzazione articolare controllata.

L’attività fisica regolare a basso impatto, come camminata, nuoto ed esercizi di stretching, contribuisce a ridurre la rigidità e a migliorare la funzione cervicale. Anche l’educazione posturale riveste un ruolo centrale, soprattutto nei soggetti che svolgono attività sedentarie prolungate.

Il trattamento farmacologico può includere analgesici e farmaci antinfiammatori non steroidei, utilizzati per periodi limitati e sotto controllo medico. In alcuni casi specifici, possono essere presi in considerazione miorilassanti o infiltrazioni locali.

Ulteriori interventi comprendono l’applicazione di calore, le terapie manuali e, in alcuni casi, l’uso temporaneo di collari morbidi. Tuttavia, il loro impiego deve essere limitato per evitare indebolimento muscolare.

La gestione quotidiana della cervicoartrosi richiede un approccio integrato e personalizzato, orientato alla continuità terapeutica.

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Cosa non si deve fare con l’artrosi cervicale per evitare peggioramenti?

Nei pazienti con artrosi cervicale, alcuni comportamenti possono favorire l’aggravamento dei sintomi e accelerare il deterioramento funzionale. In primo luogo, è sconsigliato mantenere posture scorrette prolungate, come la flessione del capo in avanti durante l’uso di dispositivi elettronici o il lavoro al computer.

L’inattività fisica rappresenta un ulteriore fattore negativo, poiché favorisce l’indebolimento muscolare e la rigidità articolare. Allo stesso tempo, anche attività fisiche intense o non adeguatamente supervisionate possono determinare sovraccarichi dannosi.

Sono da evitare movimenti bruschi, manipolazioni non professionali del collo e trattamenti non validati scientificamente. L’uso prolungato e indiscriminato del collare cervicale è sconsigliato, poiché può ridurre il tono muscolare.

L’automedicazione cronica, con analgesici senza controllo medico, espone a rischi sistemici senza offrire benefici duraturi. Infine, ignorare i sintomi neurologici o ritardare una valutazione specialistica può compromettere l’efficacia degli interventi terapeutici.

Esiste una cura definitiva per l’artrosi cervicale?

Attualmente, non esiste per l’artrosi cervicale una cura definitiva in grado di arrestare o invertire completamente il processo degenerativo. La cervicoartrosi è una condizione cronica legata a modificazioni strutturali irreversibili delle componenti vertebrali.

I trattamenti disponibili sono orientati al controllo dei sintomi, al mantenimento della funzione e al miglioramento della qualità della vita. Nei casi più gravi, caratterizzati da deficit neurologici significativi o dolore refrattario, può essere indicato un trattamento chirurgico. Tuttavia, anche l’intervento non elimina la patologia di base, ma mira a ridurre la compressione nervosa e a stabilizzare il rachide.

Pertanto, la gestione dell’artrosi cervicale si fonda su un approccio a lungo termine, basato su prevenzione secondaria e monitoraggio clinico.

Come dormire in caso di artrosi cervicale e ridurre i fastidi notturni?

Il sonno riveste un ruolo importante nella gestione della cervicoartrosi. Una posizione corretta favorisce il rilassamento muscolare e riduce le sollecitazioni articolari.

Le evidenze suggeriscono di mantenere il collo in posizione neutra, evitando flessioni o rotazioni eccessive. L’uso di cuscini ergonomici può contribuire a sostenere la curva fisiologica cervicale.

Le posizioni generalmente consigliate sono il decubito supino e laterale, con adeguato supporto del capo. Dormire in posizione prona è sconsigliato, poiché comporta una rotazione forzata del collo.

Anche la qualità del materasso e l’igiene del sonno influenzano la percezione del dolore notturno. Un ambiente adeguato e una routine regolare favoriscono un riposo più efficace.

come dormire con l'artrosi cervicale

Come avviene la diagnosi dell’artrosi cervicale

La diagnosi di artrosi cervicale si basa sull’integrazione di dati clinici, anamnestici e strumentali. La valutazione iniziale comprende l’analisi dei sintomi, della loro durata, dell’intensità e dell’eventuale irradiazione.

L’esame obiettivo valuta la mobilità cervicale, la presenza di dolore alla palpazione e segni neurologici. Gli esami di imaging rappresentano un supporto fondamentale: la radiografia consente di evidenziare osteofiti e riduzione degli spazi intervertebrali, mentre la risonanza magnetica è indicata in presenza di sospetto coinvolgimento neurologico. La tomografia computerizzata può essere utilizzata per una valutazione dettagliata delle strutture ossee. Gli esami strumentali devono sempre essere interpretati da uno specialista in relazione al quadro clinico.

Chi è lo specialista per l’artrosi cervicale e quando rivolgersi?

La gestione dell’artrosi cervicale coinvolge diverse figure specialistiche. Il primo riferimento è spesso il medico di medicina generale, che indirizza il paziente allo specialista appropriato.

Il fisiatra e l’ortopedico sono i principali specialisti per l’inquadramento e il trattamento conservativo. Il neurologo è indicato in presenza di sintomi neurologici, mentre il neurochirurgo interviene nei casi con indicazione chirurgica.

È consigliabile rivolgersi allo specialista in presenza di dolore persistente, peggioramento funzionale o comparsa di deficit neurologici.

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