Cos’è il collagene e perché è importante per le articolazioni?
Il collagene per articolazioni è una sostanza naturale ampiamente presente sia nella matrice extracellulare (la rete di macromolecole che circonda le cellule all’interno del tessuto) sia nei tessuti connettivi dei vertebrati, in particolare dei mammiferi. Il termine “collagene” è stato coniato anticamente per indicare l’adesivo naturale ottenuto cucinando ossa di animali. Dal punto di vista scientifico, il collagene è definito come una vasta famiglia di proteine strutturali che si differenziano tra loro proprio per l’organizzazione strutturale. In generale, la struttura del collagene è molto particolare ed è basata su un elemento principale: il dominio della tripla elica. Questa particolarità conferisce al collagene un’organizzazione strutturale specifica a svolgere determinate proprietà funzionali all’interno del nostro organismo.
Il collagene (o collageno), essendo il principale componente della cartilagine e delle ossa, è una sostanza fondamentale per preservare la salute delle articolazioni. Le articolazioni sono sane quando sono flessibili ed integre. La flessibilità e l’integrità articolare ci consentono di eseguire movimenti fluidi, senza avvertire dolore, in qualsiasi attività che svolgiamo quotidianamente: da una semplice camminata ad un’attività sportiva più intensa.
Ad esempio, infatti, il contributo del collagene nel ginocchio, è particolarmente importante, poiché si tratta di una delle articolazioni più sollecitate nella vita quotidiana.
Il collagene, essendo commestibile, è ampiamente utilizzato nel settore alimentare, dove svolge diverse funzioni tecnologiche come emulsionante, agente gelificante o stabilizzante. Negli ultimi decenni, l’interesse scientifico per il collagene è aumentato grazie ai risultati di diversi studi che hanno evidenziato la possibilità di supportare Il benessere delle articolazioni attraverso la somministrazione di collagene contenuto in integratori alimentari.
Le tipologie di collagene per uso articolare
Non tutti i collageni sono uguali: differenti strutture, composizioni e fonti dalle quali viene estratto il collagene ad uso alimentare/nutraceutico, portano infatti a differenti proprietà funzionali. Ad oggi sono stati descritti 28 tipi di collagene che differiscono tra loro nella composizione e nella loro organizzazione nella matrice extracellulare. Oltre alle differenze presenti in natura, anche i processi di estrazione e produzione rendono diversi i collageni.
- Tipo I vs Tipo II. I collageni di tipo I rappresentano oltre il 90% della materia organica che si trova nelle ossa, nel derma, nei tendini, nei legamenti e nella cornea. I collageni di tipo II rappresentano invece circa l’80% del collagene totale presente nella cartilagine, ma possono trovarsi anche in altri tessuti come il corpo vitreo o la cornea.
- Idrolizzato vs Nativo. Si tratta di collageni prodotti con diverse tecniche di estrazione e purificazione. Il collagene idrolizzato si distingue per aver perso la sua struttura originale. Per ottenere questo, il collagene è sottoposto a un processo di idrolisi chimica o enzimatica. Di conseguenza, il collagene idrolizzato è costituito da una miscela di amminoacidi e peptidi, la cui composizione dipende sia dalla fonte di collagene che dal metodo di idrolisi. Il collagene nativo si distingue per il mantenimento intatto della sua struttura, è insolubile in acqua e resistente alle proteasi (enzimi digestivi). Per ottenere queste caratteristiche, il processo di produzione avviene a basse temperature e senza l’uso di agenti denaturanti o solubilizzanti. Esiste anche il collagene nativo solubile che ha una struttura meno reticolata e pesante, prodotto a basse temperature con l’aggiunta di un agente solubilizzante per destabilizzare selettivamente i legami forti che tengono unita la reticolazione naturale.
- Marino, bovino o vegetale
La maggior parte dei collageni attualmente in commercio sono di origine suine e bovine, sebbene pollame e pesci (fonte del collagene marino) stiano diventando sempre più popolari per superare le limitazioni religiose del collagene suino e le preoccupazioni relative alle malattie zoonotiche bovine (come il morbo della mucca pazza). Pelli, tendini, ossa e pellami rappresentano un’abbondante fonte di collagene di tipo I, mentre le cartilagini vengono utilizzate per la produzione di collagene di tipo II. Anche se in misura minore, le membrane del guscio d’uovo possono essere impiegate per ottenere collagene di tipo I. Di recente è stato introdotto, nel mercato degli alimenti funzionali, il termine di “collagene vegetale“, per riferirsi ad alcuni prodotti composti da una miscela di estratti vegetali, aminoacidi, vitamine e minerali. Sebbene alcuni studi abbiano dimostrato che la biosintesi del collagene è mediata da alcuni micronutrienti contenuti in questi ingredienti, vale la pena notare che, il collagene è presente in natura solo nella specie animale.

In sintesi – Quale collagene scegliere per le articolazioni?
Ad oggi sono stati descritti 28 tipi di collagene che differiscono per composizione e organizzazione nella matrice extracellulare. Il collagene più studiato per il benessere articolare è il tipo II, principale componente della cartilagine.
- Collagene idrolizzato: è costituito da una miscela di amminoacidi e peptidi ottenuti tramite idrolisi.
- Collagene nativo: mantiene intatta la sua struttura originale ed è resistente alle proteasi.
Le diverse strutture, composizioni e fonti determinano differenti proprietà funzionali.
In quali contesti si parla di collagene per il benessere articolare?
Il benessere articolare è alla base dell’attività fisica quotidiana, caratterizzata da diverse intensità che esercitano un carico variabile sulle articolazioni. Diverse cause, quali il sovraccarico meccanico, debolezze anatomiche (es: una gamba più lunga dell’altra, ginocchia valghe) e una scorretta postura, possono stressare le articolazioni portando a dolore e rigidità localizzati che limitano la flessibilità e la mobilità articolare.
Alcune azioni preventive, che includono la protezione delle articolazioni attraverso l’attività fisica, interventi dietetici o integratori alimentari, sembrano essere un fattore importante nel diminuire il rischio che lo stress articolare evolva in condizioni patologiche più gravi come l’osteoartrite.
In questo contesto, il collagene non denaturato nativo, introdotto mediante l’integrazione alimentare, può essere utilizzato nei soggetti con dolore articolare per prevenire la possibile progressione di disturbi come la mobilità limitata. Infatti, diversi studi hanno dimostrato che l’integrazione di collagene non denaturato può migliorare la mobilità articolare nei soggetti sia sani sia con osteoartriti.
Collagene per articolazioni: per chi è davvero indicato?
Il collagene per le articolazioni è davvero indicato per chi:
- soffre di dolori articolari cronici
- accusa dolori e rigidità articolari durante lo svolgimento della pratica sportiva
- soffre di rigidità articolare con limitazione dei movimenti, già dal mattino non appena sveglio
- mostra una ridotta estensione delle articolazioni
- presenta una compromissione delle flessioni delle articolazioni.
Collagene e nutrienti complementari nel contesto articolare
Nel contesto articolare, la combinazione del collagene con altri nutrienti complementari potrebbe risultare strategica e maggiormente efficace al fine di preservare il benessere e la salute delle articolazioni.
- Acido ialuronico e collagene: lavorano su meccanismi diversi ma complementari a livello articolare. Il collagene supportando la struttura della cartilagine, dei tendini e dei legamenti, contribuisce a dare resistenza e compattezza all’articolazione; l’acido ialuronico lubrifica ed ammortizza in quanto naturalmente presente nel liquido sinoviale (il “lubrificante” delle articolazioni). Questa combinazione, che può supportare l’articolazione e allo stesso tempo ridurne la rigidità, potrebbe rivelarsi utile nei seguenti casi: dolore articolare con rigidità mattutina, sport ad alto impatto, con l’avanzare dell’età.
- Vitamina C e collagene. La vitamina C è indispensabile per la sintesi del collagene, infatti, senza questa vitamina l’organismo non riesce a stabilizzare correttamente le fibre di collagene. Quindi la strategia è di fornire gli elementi strutturali (amminoacidi e peptidi) attraverso il collagene idrolizzato o di tipo II, che vengono poi organizzati ed assemblati grazie alla vitamina C. Questa combinazione potrebbe essere utilizzata nei seguenti casi: dolore articolare lieve o moderato, rigidità mattutina, sport ad alto impatto, con l’avanzare dell’età, nei periodi di recupero da stress articolare.
Collagene tipo II e artrosi: come agisce sulla cartilagine danneggiata
La maggior parte degli studi clinici, pubblicati fino ad oggi, ha valutato il potenziale terapeutico del collagene nativo di tipo II sia in pazienti affetti da osteoartriti sia in soggetti sani che soffrono di disturbi articolari. In generale, tali studi hanno riportato risultati positivi in termini di sollievo dal dolore e miglioramento della funzionalità articolare. In uno studio randomizzato in doppio cieco controllato (Lugo et al.), i risultati hanno riportato miglioramenti del dolore e della funzionalità dopo 6 mesi di somministrazione di collagene nativo di tipo II (40 mg/giorno), rispetto a un trattamento standard con condroitina solfato (1200 mg/giorno) e glucosamina (1500 mg/giorno).
In uno studio osservazionale (Jain et al.) i risultati hanno riportato miglioramenti del dolore e della funzionalità con la somministrazione di collagene nativo di tipo II (40 mg/giorno) associato a un estratto di Boswellia (1500 mg/giorno) per un periodo di 90 giorni. Sebbene gli studi abbiano dimostrato che in caso di osteoartriti e/o di disturbi articolari correlati all’attività fisica, la somministrazione di collagene di tipo II non denaturato possa dare cio migliorando la mobilità articolare, l’esatto meccanismo d’azione non è ancora del tutto compreso. Secondo studi su animali e in vitro, si presume che sia in caso di osteoartrite sia durante l’esercizio fisico vengano attivati alcuni processi infiammatori.
Il collagene di tipo II non denaturato sembra ridurre l’infiammazione articolare agendo attraverso il tessuto linfoide associato all’intestino, ossia vengono stimolate le cellule immunitarie (cellule T) a produrre citochine antinfiammatorie nelle articolazioni. Questo meccanismo contribuisce a ridurre i processi infiammatori e a stimolare la riparazione della cartilagine.
Breve chiarimento – Come agisce il collagene tipo II non denaturato?
Diversi studi hanno dimostrato che l’integrazione di collagene non denaturato può migliorare la mobilità articolare.
Secondo studi su animali e in vitro, il collagene di tipo II non denaturato sembra ridurre l’infiammazione articolare agendo attraverso il tessuto linfoide associato all’intestino. Vengono stimolate le cellule immunitarie a produrre citochine antinfiammatorie nelle articolazioni.
Questo meccanismo contribuisce a ridurre i processi infiammatori e a stimolare la riparazione della cartilagine.
Come assumere il collagene per articolazioni? Alimentazione e integrazione nel contesto articolare
Nel contesto articolare, l’obiettivo è stimolare la sintesi del collagene da parte del nostro organismo in modo da supportare cartilagine, tendini e legamenti. Di conseguenza, l’assunzione di collagene per le articolazioni può avvenire attraverso:
- l’alimentazione. Da preferire alimenti di origine animale ricchi di collagene come brodo di ossa, tagli di carne ricchi di tessuto connettivo (stinco, muscolo, coda). Non devono mancare frutta e verdura in quanto fonti di micronutrienti, quali vitamina C, rame e zinco, fondamentali per la sintesi del collagene;
- esercizi di forza per stimolare il tessuto cartilagineo;
- controllo del peso per non sovraccaricare le articolazioni;
- movimento regolare, anche a bassa intensità come il pilates e lo yoga che contribuiscono alla flessibilità articolare;
- recupero adeguato soprattutto in caso di attività sportiva ad alto impatto (corsa, sci, tennis, crossfit);
- l’integrazione alimentare. L’assunzione di collagene attraverso un integratore specifico, magari a base di collagene non denaturato di tipo II (es: l’UC-II®), l’estratto di boswellia (es: Casperome®) utile per la funzionalità articolare, la bromelina che è un enzima proteolitico estratto dal gambo dell’ananas (Ananas comosus L.), una pianta utile nel drenaggio dei liquidi corporei, il MetilSulfonilMetano (es: OptiMSM®) che ha mostrato proprietà antinfiamamtorie e antidolorifiche, la vitamina C che contribuisce alla biosintesi del collagene nel nostro organismo.
Benefici realistici: cosa aspettarsi (e in quanto tempo)
L’assunzione di collagene per il benessere articolare può dare benefici realistici dopo circa 8-12 settimane.
Gli effetti positivi, dimostrati da diversi studi clinici, possono risultare in termini di miglioramento del movimento articolare che, diventando meno rigido, non è più accompagnato da dolore e/o altri disturbi articolari.
Controindicazioni e quando consultare un medico
In generale il collagene (idrolizzato o tipo II) è considerato sicuro alle dosi comunemente impiegate (5–15 g/giorno per i peptidi; ~40 mg/giorno per il tipo II non denaturato). Tuttavia, ci sono situazioni da non sottovalutare:
- possibili reazioni allergiche. Meglio evitare il collagene in caso di allergie accertate a pesce, crostacei, bovino o pollo, in quanto queste sono le principali fonti da cui può derivare il collagene;
- disturbi gastrointestinali. Ridurre la dose di collagene o assumerlo con il pasto se si manifestano effetti lievi quali gonfiore, sensazione di pienezza, nausea.
Il medico invece andrebbe consultato in caso di
- Calcolosi renale o rischio aumentato. Il collagene è ricco di glicina e idrossiprolina, che possono aumentare la produzione di ossalato.
- Patologie renali o epatiche. Chi ha insufficienza renale o epatica dovrebbe evitare aumenti proteici non supervisionati.
- Gravidanza e allattamento. Non ci sono dati solidi di sicurezza a lungo termine.
- Malattie autoimmuni (es. artrite reumatoide, lupus) per il tipo II non denaturato. Il collagene tipo II agisce anche a livello immunologico.
FAQ – Collagene per articolazioni
Il collagene per articolazioni funziona davvero?
Gli effetti positivi, dimostrati da diversi studi clinici, possono risultare in termini di miglioramento del movimento articolare che, diventando meno rigido, non è più accompagnato da dolore e/o altri disturbi articolari.
Quanto tempo serve per vedere i benefici del collagene sulle articolazioni?
L’assunzione di collagene per il benessere articolare può dare benefici realistici dopo circa 8-12 settimane.
Quando è meglio evitare l’assunzione di collagene?
Meglio evitare il collagene in caso di allergie accertate a pesce, crostacei, bovino o pollo, in quanto queste sono le principali fonti da cui può derivare il collagene. Inoltre, sarebbe opportuno consultare il medico prima di assumere il collagene in caso di: calcolosi renale o rischio aumentato, patologie renali o epatiche, gravidanza e allattamento, malattie autoimmuni.
Referenze scientifiche
- Martínez-Puig et al.; Collagen Supplementation for Joint Health: The Link between Composition and Scientific Knowledge. Nutrients 2023,15, 1332. https://doi.org/ 10.3390/nu15061332
- Lugo et al. 2013 – Undenatured type II collagen (UC-II®) for joint support: a randomized, double-blind, placebo-controlled study in healthy volunteers. Journal of the International Society of Sports Nutrition.
- Jain et al. AflaB2® and Osteoarthritis: A Multicentric, Observational, Post-Marketing Surveillance Study in Indian Patients Suffering from Knee Osteoarthritis. Int. J. Res. Orthop. 2020, 7, 110.
- Riva et al. 2016 – A single-dose, randomized, cross-over, two-way, open-label study for comparing the absorption of boswellic acids and its lecithin formulation. Phytomedicine.
- Prabhavathi et al. 2014 – A randomized, double blind, placebo controlled, cross over study to evaluate the analgesic activity of Boswellia serrata in healthy volunteers using mechanical pain model. Indian J Pharmaco
- Withee et al.; Effects of Methylsulfonylmethane(MSM) on exercise-induced oxidative stress, muscle damage, and pain following a half-marathon: a double-blind, randomized, placebo-controlled trial; J Int Soc Sports Nutr 2017 Jul 21:14:24.
