Flora batterica urine: cos’è e quando diventa batteriuria
Quanti di voi sanno che le nostre urine non sono sterili! Cosa significa? Nelle nostre urine sono presenti dei batteri “buoni”, ossia che risiedono nel nostro organismo al fine di garantire l’equilibrio della flora batterica urine, utile a supportare una condizione di salute delle vie urinarie.
I batteri presenti nelle urine provengono dal microbiota urogenitale, ossia comunità microbiche presenti nelle vie urinarie. Il microbiota urogenitale è stato recentemente identificato grazie allo sviluppo di tecniche diagnostiche più sofisticate. Infatti, fino a quando i ricercatori clinici hanno avuto a disposizione solo metodi di routine, la vescica e le urine sono state considerate sterili.
Il Progetto Microbioma Umano, lanciato negli anni 2000, ha consentito l’utilizzo di metodi diagnostici molecolari adatti a determinare il patrimonio genetico (microbioma) del microbiota urogenitale. Attraverso l’esame delle urine, la rilevazione delle quantità di batteri (argomento che approfondiremo dettagliatamente più avanti), consente di identificare quando la presenza di batteri nelle urine diventa batteriuria, termine medico che indica una presenza significativa di batteri nelle urine.
Inoltre, diversi studi hanno evidenziato che oltre alla quantità anche il tipo di batteri presente nelle urine influisce su una condizione di salute delle vie urinarie o, viceversa, è causa di una disbiosi urinaria, ossia un’alterazione dell’equilibrio della flora urinaria che, se non diagnosticata correttamente e precocemente, può portare ad infezioni del tratto urogenitale.
Perché il rischio di infezioni urinarie aumenta d’estate? Le cause da sapere
Le infezioni urinarie o del tratto urinario (UTI), sono causate dai batteri Gram negativi presenti nel sistema urinario (reni, ureteri, vescica e uretra). Le cistiti sono le forme più comuni di UTI. I fattori di rischio per le UTI sono vari e complessi e i principali sono stati identificati in:
- rapporti sessuali non protetti, soprattutto tra i giovani;
- precedenti UTI non correttamente curate;
- anomalie funzionali del tratto urinario;
- diabete;
- ridotta assunzione di liquidi e disidratazione, con conseguente riduzione della produzione di urina ed eliminazione; dei patogeni urinari;
- l’elevata temperatura tipica dell’estate.
L’estate è il periodo dell’anno in cui si manifestano maggiormente le cistiti ricorrenti. Ma qual è la correlazione? Innanzitutto, in estate aumentano le attività ricreative di gruppo in ambienti quali mare, spiagge, piscine, parchi acquatici e laghi, che possono aumentare il rischio di infezioni delle vie urinarie trasmesse dall’acqua.
In estate lo stile di vita diventa più frenetico, si trascorre più tempo fuori casa e in ambienti condivisi con altre persone, aumentando i fattori di rischio di infezioni delle vie urinarie. Inoltre, le vacanze e i viaggi, molto spesso itineranti, spingono le persone a trascurare sia le sane abitudini alimentari, prediligendo cibi e bevande poco salutari, sia l’igiene personale.
Tutti questi fattori sono dei rischi per l’insorgenza di UTI e cistiti ricorrenti in estate e soprattutto in vacanza.

Flora batterica urine sintomi: bruciore, frequenza e urina torbida
L’equilibrio del microbiota urogenitale è importante per la salute delle vie urinarie sia nella donna che nell’uomo. L’alterazione di questo equilibrio può causare una disbiosi urinaria con conseguente batteriuria.
In molti casi clinici, la batteriuria si manifesta in maniera asintomatica, ossia priva di sintomi, con conseguente difficoltà nell’eseguire una diagnosi adeguata al fine di adottare un trattamento terapeutico specifico ed efficace. Al contrario, quando si manifestano, i sintomi locali più comuni sono:
- La difficoltà a svuotare la vescica con getto di urina debole o intermittente;
- frequenza della minzione non associata all’aumento della diuresi;
- contrazione dolorosa e involontaria dello sfintere urinario associata al continuo bisogno di urinare;
- urine torbide;
- bruciori nel tratto urogenitale.
L’insorgenza di sintomi sistemici come febbre, nausea, vomito e malessere generale, indicano la presenza di infezioni alle vie urinarie da non sottovalutare.
Quali sono i valori normali dei batteri nelle urine?
Come spiegato precedentemente, la presenza dei batteri nelle vie urinarie è da considerarsi normale fino a quando i valori si mantengono nella norma. Per tale motivo, l’esame delle urine, che avviene attraverso l’urinocoltura, è fondamentale per quantificare i batteri nelle urine e quindi comprendere se tali valori siano normali o meno.
La batteriuria, sia senza che con sintomi associati ad infezioni urinarie, si manifesta quando una specie batterica cresce nelle urine con almeno 100.000 unità formanti colonie (UFC) per mL.
Flora batterica urine: cosa fare quando si sospetta un’infezione urinaria
Quando c’è il sospetto di un’infezione urinaria, la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico di famiglia o ad uno specialista: l’urologo adatto sia all’uomo che alla donna soprattutto in caso di cistiti ricorrenti, e il ginecologo. L’intervento del medico o dello specialista è fondamentale per diagnosticare l’origine dell’infezione ed individuare la terapia più adatta.
Inoltre, l’adozione di abitudini quotidiane più salutari potrebbe aiutare ad alleviare, qualora si manifestino, i sintomi fastidiosi e tipici di un’infezione urinaria. Innanzitutto, è importante bere almeno 2-3 litri di acqua al giorno, anche in forma di tisane diuretiche, in modo da aumentare la produzione e la diluizione delle urine che facilita l’espulsione dei batteri patogeni. Da evitare bevande troppo zuccherate ed alcoliche che potrebbero, invece, aumentare i bruciori e i fastidi durante la minzione. L’igiene personale non deve essere assolutamente trascurata. Sarebbe opportuno lavare le zone intime con maggiore frequenza durante il giorno, utilizzando detergenti a pH fisiologico, senza profumo e dermatologicamente testati.
Infine, è fondamentale evitare l’uso di antibiotici o altri farmaci senza aver prima consultato il parere del medico o dello specialista. L’antibiotico deve essere specifico al batterio che ha causato l’infezione. L’uso inappropriato di antibiotici potrebbe essere non risolutivo e generare forme di resistenza dell’organismo agli antibiotici, rendendolo più vulnerabile e quindi maggiormente predisposto a contrarre altre forme di infezioni.

Trattamenti medici contro la flora batterica urine: quando serve l’antibiotico?
L’antibiotico serve quando è stata eseguita una diagnosi in grado di identificare il batterio patogeno, di conseguenza il medico può consigliare la somministrazione di un farmaco ad azione diretta e specifica contro quel batterio patogeno. Come spiegato precedentemente, la disbiosi urinaria e la conseguente batteriuria non sono causate solo da un aumento della crescita batterica nelle urine ma anche dal tipo di specie batterica che va ad insediarsi nel microbiota urogenitale alterando l’equilibrio della flora batterica urine.
Diverse ricerche cliniche hanno dimostrato che le UTI sono causate da specifici batteri e che ci sarebbe una differenza di specie batteriche patogene tra la donna e l’uomo.
L’ Escherichia coli (E. coli) è il patogeno che causa le UTI nella donna con maggiore frequenza (74%). Anche nell’uomo la frequenza maggiore di infezioni urinarie è dovuta all’ E. coli (38%), seguito da altre specie batteriche quali Enteroccocchi (16%), Proteus mirabilis (9%), Klebsiella pneumoniae (8%).
In conclusione, solo i risultati di un esame ben accurato, insieme al quadro clinico del paziente, possono aiutare il medico a comprendere se e quale terapia antibiotica sia necessaria.
Esame delle urine e urinocoltura per identificare la flora batterica
L’esame delle urine è il primo strumento attraverso il quale è possibile valutare le condizioni di salute delle vie urinarie. L’urinocoltura è un tipo di esame delle urine che consente di identificare sia le specie microbiche (batteri, virus, funghi) che costituiscono il microbiota urogenitale sia la loro quantità nelle urine.
In genere l’urinocoltura si esegue quando c’è il sospetto di un’infezione in corso all’apparato urogenitale, che si manifesta attraverso sintomi locali (dolori durante la minzione e nella parte bassa dell’addome, bruciori e fastidi ai genitali, sensazione continua di dover urinare anche se il getto è scarso o intermittente), o nelle infezioni più gravi, attraverso sintomi sistemici (febbre, malessere generale, nausea, vomito).
Tuttavia, l’urinocoltura andrebbe eseguito anche nel caso di batteriuria asintomatica, quando dal normale esame delle urine risultano valori anomali, come il pH alcalino e la presenza di globuli bianchi (leucociti) nel sedimento urinario. L’urinocoltura viene spesso eseguita durante la gravidanza, trattandosi di un periodo in cui la donna è particolarmente esposta al rischio di UTI come le cistiti.
L’urinocoltura in associazione ad un’ulteriore analisi, chiamato antibiogramma, consente di isolare e identificare il patogeno che è causa dell’infezione nella flora batterica urine, in modo da orientare il medico verso una terapia antibiotica mirata a risolvere l’infezione.

Flora batterica urine asintomatica: quando è davvero un problema
La batteriuria asintomatica è un riscontro clinico molto comune che diventa davvero un problema quando viene trascurata e/o sottovalutata, in quanto può portare a delle complicanze, come l’estensione dell’infezione ai reni, soprattutto nei soggetti più fragili come le donne in gravidanza, gli anziani e coloro che hanno un sistema immunitario indebolito.
Non manifestando sintomi, la batteriuria diventa davvero difficile da diagnosticare; per questo motivo, i medici prescrivono esami di routine delle urine alle donne in gravidanza, ai soggetti immunodeficienti, agli anziani, e in generale ai pazienti che hanno manifestato particolari patologie o che hanno subito interventi chirurgici. La batteriuria asintomatica viene trattata con la terapia antibiotica nei casi in cui sia stato identificato un patogeno che può causare infezioni urogenitali più gravi.
A seconda del quadro clinico del paziente, la terapia antibiotica può essere somministrata anche con bassi dosaggi di farmaco. In ogni caso, è sempre opportuno effettuare periodici controlli ed esami delle urine, in accordo con il proprio medico, e cercare di mitigare il rischio di complicanze attraverso l’adozione di idonee pratiche comportamentali:
- bere molta acqua
- curare l’igiene intima
- evitare di avere rapporti sessuali non protetti.
Come ristabilire l’equilibrio della flora batterica urine
La disbiosi urinaria e la batteriuria possono essere prevenute attraverso queste pratiche e semplici raccomandazioni:
- bere molta acqua, anche in forma di tisane diuretiche. Si consigliano dai 2 ai 3 litri di acqua al giorno, che oltre a mantenere l’organismo idratato consentono la produzione e la diluizione delle urine, in modo da facilitare l’espulsione dei microorganismi patogeni. Diminuire l’assunzione di bevande troppo zuccherate e alcoliche, in quanto tendono a disidratare l’organismo e a concentrare le urine;
- inserire nella propria dieta, anche mediante il supporto di un nutrizionista, alimenti e bevande ad azione diuretica ed antiossidante, importante quest’ultima per mantenere l’omeostasi dell’organismo e di conseguenza l’equilibrio della flora urinaria. I principali alimenti ad azione diuretica sono la frutta (ananas, cocomero, meloni), le verdure (asparagi, sedano, melanzana, aglio, cipolle, porro, scalogno, erba cipollina, cavoli, cavoletti di Bruxelles, broccoli, carote) ed erbe aromatiche (prezzemolo, tarassaco in forma di radici e foglie);
- mantenere una buona igiene intima, soprattutto durante e dopo l’attività sessuale, preferendo rapporti protetti. Si consiglia di pulire le zone intime lavandosi da davanti a dietro dopo essere andati in bagno, per evitare la contaminazione dei batteri presenti nelle feci. Evitare detergenti aggressivi ed irritanti preferendo quelli a pH fisiologico. Evitare di indossare biancheria intima ed indumenti troppo stretti;
- l’uso di integratori specifici, anche attraverso il parere dello specialista (urologo o ginecologo), potrebbe essere utile l’assunzione di integratori a base di sostanze sia utili alla funzionalità delle vie urinarie e al drenaggio dei liquidi corporei (ibisco, bromelina, serenoa repens) sia a base di mannosio e lattobacilli per sostenere l’equilibrio della flora batterica urine.
Referenze
- Schmiemann et al. The Diagnosis, Treatment, and Prevention of Recurrent Urinary Tract Infection. Dtsch Arztebl Int 2024; 121: 373–82.
- Colgan et al. Asymptomatic Bacteriuria. American Family Physician, 2020, Volume 102, Number 2.
- S. Roth et al. The urobiome in men and women: a clinical review. Clin Microbiol Infect 2023; 29:1242.

