Emorroidi sanguinanti: cosa sono e quali sono le cause
Le emorroidi sanguinanti sono un problema tipico della malattia emorroidaria, e si manifestano con la fuoriuscita di sangue, di colore rosso vivo, durante o dopo la defecazione.
Le cause più frequenti sono:
- lo sforzo durante la defecazione, solitamente per stitichezza cronica
- feci dure
- scarsa attività fisica
- sovrappeso
- gravidanza.
Queste sono tutte condizioni che favoriscono l’aumento di pressione nelle vene del plesso emorroidario.
Le emorroidi interne sanguinano raramente e non provocano dolore, inoltre di solito il sangue fuoriesce solo al passaggio delle feci. Le emorroidi esterne, invece, generalmente sono sanguinanti a causa della formazione di trombosi emorroidaria o per la lacerazione della mucosa. Striature di sangue sulla carta igienica o presenza di sangue nell’acqua del wc, possono essere segni importanti che aiutano a inquadrare questo sintomo e a distinguerlo da altre possibili cause di sanguinamento rettale.
Le emorroidi infiammate possono essere dolorose, pruriginose e gonfie, e talvolta necessitano di una terapia locale per ridurre l’infezione. Anche l’alimentazione è molto importante; la carenza di fibre e l’apporto insufficiente di liquidi possono contribuire alla stipsi e quindi alle emorroidi, rendendo la defecazione più difficoltosa.
Per risalire correttamente all’origine del sanguinamento è fondamentale una valutazione clinica e, se necessario, un’esplorazione rettale con indagini strumentali appropriate. Il medico potrà quindi proporre delle misure conservative immediate per cercare di ridurre il sanguinamento e, in caso il problema persista o sia abbondante, consigliare gli accertamenti necessari.
Principali sintomi delle emorroidi sanguinanti
I principali sintomi delle emorroidi sanguinanti sono:
- sanguinamento rettale da emorroidi interne,
- prurito anale
- sensazione di tessuto che fuoriesce,
- dolore, causato dall’infiammazione delle emorroidi esterne.
Il sanguinamento è solitamente rosso vivo e si presenta durante o al termine della defecazione; chi soffre di emorroidi sanguinante generalmente nota delle gocce di sangue nel water oppure delle striature di sangue sulla carta igienica.
Non è raro che insieme al sangue, chi soffre di questo problema, sperimenta anche perdita di muco, senso di incompleta evacuazione e dolore acuto accompagnato da tumefazione locale, in caso di emorroidi trombizzate.
È importante valutare bene i sintomi e i segnali del proprio corpo: quando infatti compaiono altri sintomi più gravi come febbre, dolore forte persistente e sanguinamento copioso, è necessario rivolgersi immediatamente al medico.
In assenza di altri sintomi generali, il quadro è spesso trattabile con misure di cautela e con una terapia topica.

Cosa fare in caso di emorroidi che sanguinano?
Quando si parla di emorroidi sanguinanti, le prime cose da fare sono:
- fermare il sanguinamento
- ridurre l’infiammazione
- prevenire il problema fin dall’inizio.
Quando si è in casa, ci sono alcuni rimedi che possono essere molto d’aiuto:
- fare un bagno caldo per 10-15 minuti
- applicare impacchi freddi sulla zona per brevi periodi
- mantenere una buona igiene con salviette umidificate
- aumentare l’assunzione liquidi, alimenti ricchi di fibre ed integratori alimentari utili alla regolarità della motilità gastrointestinale e al normale volume e consistenza delle feci (ad esempio a base di fibra solubile, lattulosio, estratti vegetali di malva e menta), in modo da ridurre lo sforzo durante la defecazione.
In farmacia, è possibile trovare prodotti topici che alleviano prurito e fastidio, mentre gli analgesici orali possono aiutare a gestire il dolore delle emorroidi infiammate.
Anche l’utilizzo di integratori può essere di grande supporto in caso di emorroidi sanguinanti: è consigliabile scegliere integratori utili alla funzionalità del plesso emorroidario, a basa di principi attivi quali Diosmina, Vitamina C, Bromelina, Boswellia, L-Lisina, L-Prolina, Rusco e Rame.
Se il sanguinamento persiste o si ripete, è importante consultare un medico, che potrebbe suggerire procedure ambulatoriali come la legatura elastica, la scleroterapia o, nei casi più gravi, interventi chirurgici.
È importante fare attenzione alla quantità di sanguinamento: in caso di perdite abbondanti, capogiri o anemia va contattato immediatamente un professionista sanitario per un trattamento adeguato e per procedere con delle analisi del sangue che aiutino a dare un quadro più completo sullo stato di salute generale.
Quando le emorroidi che sanguinano sono pericolose?
Le emorroidi che sanguinano difficilmente possono essere reputate una questione di grande preoccupazione, ma il sanguinamento rettale merita sempre attenzione in modo tale da escludere condizioni più gravi quali fessure anali, malattie infiammatorie intestinali o tumori.
In caso di sanguinamento abbondante, persistente, o se è accompagnato da perdita di peso, dolore addominale o cambiamenti nelle abitudini intestinali, è importante consultare un medico.
Inoltre, se si presentano sintomi come anemia, capogiri o stanchezza, è necessario fare esami del sangue e ulteriori accertamenti. Le linee guida raccomandano che ogni sanguinamento rettale non attribuibile a emorroidi venga esaminato dal medico di base, che potrà suggerire una colonscopia o un altro percorso diagnostico.
In caso di emorragia massiva con perdita di grandi quantità di sangue o segni di shock, è cruciale andare subito al pronto soccorso. Anche piccole perdite intermittenti di sangue rosso vivo, sebbene fastidiose, sono spesso legate a emorroidi interne sanguinanti, ma è comunque importante monitorarle nel tempo e riferirle al medico senza indugi.
Emorroidi sanguinanti senza dolore: un problema comune da non sottovalutare
Sebbene il dolore si presenta come un sintomo tipico delle emorroidi sanguinanti, non sempre è percepito da chi ne soffre. Infatti, le emorroidi sanguinanti che non causano dolore, sono più frequenti di quanto si possa immaginare.
Quando un paziente si accorge della presenza di sangue durante la defecazione ma non sperimenta dolore, generalmente dipende dal fatto che si tratta di emorroidi interne: la mucosa interna dell’ano, infatti, non è sensibile al dolore, a differenza della cute perianale che quando si infiamma provoca anche dolore.
Il dolore, infatti, viene scaturito da dei sensori che si trovano nella pelle e nei tessuti, chiamati nocicettori. Quando qualcosa che può essere dannoso attacca il nostro corpo (tagli, bruciore, pressione eccessiva ecc.), i nocicettori trasformano questo stimolo in un segnale elettrico che arriva al cervello attraverso i nervi e questo segnale viene interpretato come dolore.
Non tutte le zone del corpo hanno le terminazioni nervose che servono appunto a percepire il dolore (come anche il calore, il freddo, o i graffi). La mucosa interna dell’ano, ad esempio, non possiede i nocicettori del dolore; i nervi, in questa parte del corpo, aiutano più a sentire stimoli quali la pressione, lo stiramento e il bisogno di andare in bagno.
Nella cute perianale invece è diverso; infatti, si tratta di una zona che è pelle a tutti gli effetti ed è ricca di terminazioni nervose sensibili al dolore, al pari di mani o labbra; in questa zona quindi qualsiasi irritazione, taglio o infiammazione, viene percepito dal cervello come un danno e quindi come dolore.
In ogni caso la presenza di sangue non va mai sottovalutata, come già spiegato in precedenza, e va sempre sottoposta all’attenzione di un medico, dal momento che può essere sintomo di emorroidi esterne, che vanno trattate in ogni caso, o di altre patologie più o meno gravi.
Emorroidi sanguinanti interne ed esterne: qual è la differenza
Emorroidi interne: si formano nella mucosa del retto, sopra la linea dentata. Di solito si manifestano con sanguinamento rosso vivo durante la defecazione e sono generalmente indolore. Possono prolassare attraverso l’ano causando fastidio e a volte necessitano di essere riposizionate manualmente.
La diagnosi clinica avviene attraverso ispezione, esplorazione rettale e anoscopia se indicata. La terapia si basa inizialmente su misure conservative: dieta ricca di fibre, idratazione, regolarizzazione intestinale e abolizione dello sforzo; per le forme refrattarie possono essere proposte, salvo controindicazioni, tecniche ambulatoriali come la legatura elastica o la scleroterapia.
Emorroidi esterne: si trovano sotto la cute perianale, al di sotto della linea dentata; sono visibili e palpabili, e in caso di trombosi o ulcerazioni possono diventare particolarmente dolorose.
La diagnosi clinica avviene attraverso ispezione ed esplorazione. La terapia prevede l’uso di farmaci topici e misure conservative; in caso di trombosi dolorosa (“crisi emorroidaria”) può essere indicata l’incisione e l’asportazione del trombo.
La prevenzione e il follow-up prevedono la correzione della stipsi e la prescrizione di semplici norme di comportamento.

Quanto tempo durano le emorroidi sanguinanti?
La durata delle emorroidi sanguinanti è molto variabile. Può cambiare in base alla causa, alla gravità e alle misure terapeutiche adottate. Molte crisi acute possono risolversi in pochi giorni o settimane e bastano i trattamenti conservativi.
Quando si tratta di emorroidi lievi che sanguinano occasionalmente, possono guarire con modifiche all’alimentazione, con l’incremento di fibre nella dieta e con una maggiore idratazione. Quando invece ci si trova ad affrontare situazioni più severe, con episodi di sanguinamento più frequenti, i tempi di guarigione si allungano e può rendersi necessario ricorrere a interventi.
Ci sono trattamenti ambulatoriali come la legatura elastica o la scleroterapia che riducono i sintomi in tempi brevi, a differenza della chirurgia che invece prevede tempi di recupero e guarigione più lunghi.
Quando le emorroidi sanguinanti appaiono durante la gravidanza, generalmente migliorano subito dopo il parto, ma se non trattate rischiano di persistere e di portare a recidive; è importante in questo caso sia prevenire, sia agire sulla stitichezza per evitare il rischio.
Emorroidi che sanguinano: cure e rimedi naturali per ritrovare sollievo
Per ritrovare sollievo nelle emorroidi che sanguinano, oltre ai trattamenti medici esistono rimedi naturali e misure di supporto che possono migliorare i sintomi.
Tra gli approcci più citati ci sono:
- sitz bath con acqua tiepida
- impacchi freddi
- applicazione topica di amamelide
- l’uso di integratori a base di fibra solubile per ammorbidire le feci o di integratori utili alla funzionalità del plesso emorroidario.
Tra gli integratori che possono migliorare la funzionalità del plesso emorroidario, quelli maggiormente consigliati sono a base di:
- Diosmina e bioflavonoidi: migliorano il tono venoso, riducono la permeabilità capillare e il gonfiore.
- Rusco (estratto di rusco): favorisce la vasocostrizione venosa, riduce l’edema e il senso di peso.
- Bromelina: enzima con effetto antinfiammatorio che favorisce il drenaggio dei liquidi corporei
- Boswellia: azione antinfiammatoria locale.
- Vitamina C: supporta la produzione di collagene e la salute dei vasi.
- Lisina e prolina: aminoacidi utili per la sintesi del collagene e la riparazione tissutale.
- Rame: cofattore nella formazione del collagene e nella riparazione dei tessuti.
Esistono poi dei topici indicati proprio nei disturbi anorettali (emorroidi interne ed esterne, ragadi, prociti, pruriti), che aiutano a mantenere il tono e l’elasticità. È consigliato scegliere topici a base di acido Ialuronico, utile alla riparazione dei tessuti, con azione lubrificante ed arricchiti di sostanze con proprietà filmanti.
La formazione di un film crea un effetto barriera che aiuta a ripristinare il corretto livello di idratazione e la fisiologica elasticità della mucosa anale, proteggendola dal contatto con agenti irritanti. Questi topici aiutano a proteggere dall’irritazione, dalla congestione perianale e donano un rapido sollievo dalla sensazione di fastidio, riducendo e alleviando le sensazioni di dolore, prurito e bruciore.
Non bisogna mai dimenticare inoltre di mantenere una costante e corretta igiene intima, scegliendo detergenti non aggressivi, che possono aiutare ad alleviare la sensazione di fastidio e donare freschezza e sollievo grazie alla presenza di ingredienti come:
- la Calendula e la Malva, utili per le loro proprietà lenitive
- il Pantenolo che aiuta a calmare le irritazioni cutanee
- l’Estratto di Hamamelis e la Betaina che donano idratazione e rinfrescano la pelle
Cosa mangiare durante le emorroidi sanguinanti? L’alimentazione consigliata
L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella gestione delle emorroidi sanguinanti. Sicuramente una dieta ricca di fibre facilita il transito intestinale e riduce lo sforzo durante la defecazione.
Vediamo insieme dei piccoli consigli che aiutano ad affrontare questo problema al meglio:
- assumere quotidianamente frutta (in particolare prugne, pere, kiwi), verdura, legumi e cereali integrali, ricchi di fibre che favoriscono la regolarità intestinale;
- assumere integratori a base di psillium, triptofano e lactobacilli per regolarizzare l’intestino o integratori a base di fibra solubile, lattulosio, malva, menta contro la costipazione;
- bere molta acqua durante la giornata, fondamentale per mantenere le feci morbide ed evitare la stipsi e le emorroidi;
- evitare i cibi troppo raffinati e a basso contenuto di fibra;
- ridurre alcol e caffè;
- svolgere esercizio fisico regolarmente.
Spesso seguire un piano alimentare specifico e personalizzato, realizzato da un nutrizionista, aiuta ancora di più a risolvere il problema delle emorroidi sanguinanti e a ridurre la loro recidiva.
Adottare queste semplici abitudini è una scelta salutare che regalerà importanti benefici a lungo termine.

Emorroidi sanguinanti diagnosi: quando preoccuparsi davvero e rivolgersi a un medico
La diagnosi delle emorroidi sanguinanti si effettua generalmente con una visita medica, che comprende l’anamnesi, l’ispezione anale e l’esplorazione anale digitale, che nella gran parte dei casi consente di identificare la causa.
In caso di dubbi o di sanguinamento importante, il medico può richiedere di effettuare una anoscopia, una rettoscopia o una colonscopia per esaminare più nel dettaglio il retto e il colon, al fine di escludere altre malattie.
È necessario rivolgersi al medico in caso di:
- sanguinamento che persiste nel tempo
- alterazione delle abitudini intestinali
- forte dolore
- perdita di peso o sintomi di anemia come stanchezza e pallore.
Per le persone di età superiore ai 50 anni o con fattori di rischio per malattie del colon, questi esami sono particolarmente indicati perché permettono di escludere la presenza di un tumore. Il medico potrà eventualmente richiedere anche un esame del sangue per verificare se il paziente sia anemico e decidere, quindi, quale terapia seguire.
Se non diagnosticata in tempo, è possibile che la malattia venga curata meno efficacemente e che possano insorgere complicanze.
Emorroidi sanguinanti in gravidanza e post-parto: cosa sapere e come intervenire
Le emorroidi che sanguinano in gravidanza sono frequenti per l’aumento di pressione addominale, di fattori endocrini e di stitichezza, specialmente nel terzo trimestre.
Solitamente si manifestano con un lieve sanguinamento, prurito e senso di peso perianale; molte regrediscono spontaneamente dopo il parto quando si riduce la compressione delle vene.
Durante la gravidanza si preferiscono terapie conservative: aumento di fibre e liquidi, esercizi posturali, bagni tiepidi e creme o pomate che siano sicure per la gravidanza, dopo aver chiesto al medico.
In caso di sanguinamento prolungato o complicanze, è necessario rivolgersi al ginecologo e al proctologo che insieme sceglieranno la strada più sicura per il bambino e per la mamma, differendo al meglio gli interventi al post-parto.
Nel periodo post-parto sarà importante mantenere una corretta igiene, continuare ad assumere fibre e seguire i consigli del medico per l’utilizzo di creme o pomate che possano essere utilizzate anche durante l’allattamento.
Se le emorroidi non si risolvono, vanno valutate le procedure da eseguire ambulatorialmente dopo aver interrotto l’allattamento.
